Tratto da una storia vera

UNA DOMENICA di maggio ero ospite nella villa di amici nell'alta bergamasca. Me ne stavo pigramente allungata in una sdraio sulla veranda, beandomi di quel tripudio di fiori e colori the era il giardino in quel periodo dell' anno, quando mi ritrovai a seguire affascinata il volo di una Vanessa. La splendida farfalla si pose palpitante sulla bordura di tagete accanto alla scala, con le zampette sentii la dolcezza di un fiore, srotolò la lunga lingua avvolta come una molla d'orologio e delicatamente saggiò l'umido della corolla. Poi, tremando di piacere, succhiò il nettare, troppo euforica per accorgersi dell'essere umano che, a neanche un metro di distanza, stava ammirando l'arancione maculato e il nero profondo delle sue fragili ali. Da quanto tempo, inscatolata nel cemento dell'asfalto cittadino, non vedevo una farfalla! Mi affiorarono allora alla mente ricordi di altri momenti simili, di giardini forse meno belli e curati ma di palpitanti di vita, con calabroni, libellule e soprattutto svolazzanti farfalle: gialle Cedronelle, variopinte Aurore, Macaoni e Vanesse dai colon vivaci e le ali festonate. Ci sono circa 150.000 specie di lepidotteri, o farfalle, sparse in tutto il mondo: è il gruppo di esseri viventi più numeroso dopo i coleotteri. Se ne contano dalle tre alle quattro mila specie solo in Italia. In condizioni ottimali una coppia di farfalle potrebbe generare anche diverse centinaia di nuovi individui in una sola stagione (per esempio, la Cavolaia maggiore ne puo creare oltre 250). Ma il tasso di riproduzione ordinario 6 di soli due esempia, tra predatori, malattie e altri fattori di selezione naturale esigono un pesante tributo. Ma anche questo delicato equilibrio è sempre più minacciato dalla maggiore urbanizzazione, dall'industrializzazione rampante, dall'impiego di lampade stradali a radiazioni di mercurio (che attirano le falene mettendole a repentaglio dai moderni metodi di coltivazione che fanno largo use di diserbanti e insetticidi. Attualmente la lista ufficiale delle specie minacciate nel nostro paese coma una ventina di nomi, e molte altre si stanno rarefacendo. E' il caso della Bramea europea, presente in Europa unicamente nel Massiccio del Vulture (Basilicata). per porre rimedio a questa situazione allarmante che sono a opera delle organizzazioni ambientaliste le «oasi», cioe delle aree dove vengono salvaguardati o addirittura ricreati gli habitat idonei alla conservazione e al ripopolamento delle specie più minacciate. II WWF Italia ne ha per 18.000 ettari, sparse un po' dovunque lungo la penisola, dalla Lombardia alla Campania, dal Veneto alla Sardegna. Ma anche voi, se avete la fortuna di vivere in una casa con gi diarno, potreste creare una piccola oasi per farfalle, un rifugio a loro congeniale che le attiri, le invogli a rimanere e procreare. Sarebbe un'opera meravigliosa per le specie in via d'estinzione. Ma come si crea un simile santuario? Prima di tutto immaginate di essere una farfalla. La vostra idea di paradiso è il classico giardino dei libri d'infanzia di altri tempi, dove l'aria odora del profumo della violaciocca, della reseda, della lavanda e di altri fiori del genere, oggi un po' passati di moda, ma tanto ricchi di nettare. I colori dominanti sono gli azzurri, i lilla e i gialli, i colori che voi preferite. In questo paradiso vegetale non c' e posto per le moderne varieta ibridizzate, cui una selezione accanita ha tolto in profumo e nettare quanto ha aggiunto in bellezza. Non mancano invece i meli, i cui frutti marcescenti rappresentano una vera ghiottoneria per alcune varieta di farfalle, e i confini sono segnati non da aride recinzioni ma da siepi lussureggianti. Intorno a questo giardino di delizie cone un viottolo dai bordi erbosi che nessuno mai taglia o irrora con erbicidi. Qui, in questa profusione di fiori selvatici, ortiche, cardi e altre erbe comuni, in un giorno d'estate verranno deposte le uova e di queste piante ospiti si nutriranno indisturbati i nuovi bruchi. Questo è, nei sogni di una farfalla, il paradiso. Vi sembra difficile realizzarlo in un giardino di medie dimensioni? Sbagliate. Una bordura perenne non richiede certo maggiori cure delle aiuole di piante che vanno seminate e trapiantate